Maurizio Romanelli
INTROSPEZIONI POETICHE DI UN IDIOTA CONSAPEVOLE



GIORNI SENZA STORIA

 

Aggredirono frenetici anni

abbrancando con dita rapaci

effimere prosaicità.


Crebbero imperi di nulla

stillando agonie alle ore

per disancorare i pensieri

da ambigue inquietudini.


Divennero consapevoli del tempo

con l’insonnia dei passi perduti:

preziosità di silenzi assaporarono

nell’antelucano stupore.


E forse rimpianto

di vite svendute è quella

tremula luce che hanno negli occhi,

ora che, vecchi delusi, si ritrovano,

saggi senza tempo dentro giorni senza storia,

ad osservare uomini aggredire effimeri anni

senza meta, impalpabili come

soffio di neve del tarassaco.

 



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