Maurizio Romanelli
INTROSPEZIONI POETICHE DI UN IDIOTA CONSAPEVOLE



ANATRE MIGRANTI

 

Stagione dopo stagione, aeree e lievi,

tra equinozi e solstizi inesorabili,

anatre migranti se ne vanno,

in frettolosa fuga i nostri anni instabili.


Con i fatui lustri svaporano silenti

voci e volti che parvero intoccabili,

nell’abbaglio di perennità incostanti

che ci videro assenti, cupi o labili.


Così, in palpito d’eclisse,

è presto sera del caduco istante

che solo noi, stolti arroganti,

simuliamo sia esistenza.


...solo alle tardive nespole d’autunno,

strugge l’asprigno sapore di perduto

dei frutti non colti dal succoso

grembo della primavera...

 



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