Maurizio Romanelli
INTROSPEZIONI POETICHE DI UN IDIOTA CONSAPEVOLE



CEREBROLESI

 

Razzolando

nell’incolto giardino di poesia

esorcizzo vaghezze d’incompiuto

attraverso frammentarie intuizioni, mistificate

da paradossi creduloni di un nucleo umano

disgregato da un’era di

mostri tecnocratici.


Giustifico

l’affliggente ironia 

di consapevole narciso

inconcludente con l’atavico pudore

che mi vieta l’evasione dal grigio

baco dei fraintendimenti.


Lascerò versi

intelligibili solo ai cerebrolesi, unici

a distinguere l’aroma d’aragosta racchiuso

nelle sarde umili d’argento: compiteranno

attenti ogni sillaba di queste righe

ispirate dal grigiore.


Volgerà alla fine,

allora, inavvertito, quest’evo oscuro

che ridusse l’uomo così arido

da vergognarsi

di piangere…

 



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