Maurizio Romanelli
INTROSPEZIONI POETICHE DI UN IDIOTA CONSAPEVOLE



L' ERA DEL FALCO

 

Suggevamo ebbrezze di luce

senza apprezzarne minimamente il dono,

noi, portatori del germe spensierato

di una lestamente corrotta fanciullezza.


L’era del falco fu, quella, per tutti.

Fu riscrivere ogni giorno la pagina di un sogno

già svanito appena messo sulla cartapecora,

ucciso dai nostri stupori per il giorno appresso.


E come ci venne semplice esistere, allora,

tanto meno fummo spontanei in futuro:

presi alla gola dalla stanchezza dei grandi,

fummo presto adulti e grigi esecutori

del nostro stesso supplizio a sopravvivere.


Ci rimane, nel girasole danzante dei ricatti,

memoria di un falco libero, lassù,

minuscolo ormai e quasi inaccessibile

al raziocinio dove anneghiamo il mito

di un libero cielo dipinto da un bambino.

 



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