Maurizio Romanelli
VASCELLO FANTASMA

 

PRESENTAZIONE

Ciò che contrassegna in maniera particolare ed inequivocabile questa recente opera poetica di Maurizio Romanelli è una nota di delusione accompagnata da una non immotivata amarezza per il crollo di alcune certezze, donde è uscita profondamente ferita la sensibilità di un uomo sorprendentemente ricco di una inusuale e fervida interiorità.

Davanti alle miserabili, inspiegabili grettezze, agli inaccettabili, insostenibili contraccolpi del destino, all’imprevedibile naufragio degli affetti ed allo scardinamento di ogni regola etica, indispensabile per dare alla vita un significato che non prescinda dalla dignità e dalla fiducia nei propri simili, egli emblematizza la propria vicenda in un disalberato vascello, in una imbarcazione alla deriva tra i marosi della perfidia, della menzogna, dell’ipocrisia e dell’abbrutimento dei rapporti interpersonali, ridotti ad uso animalesco e vicendevole non solo del corpo, ma anche dell’anima.

Lacerati certi presupposti intesi come linfa ed alimento dell’esistenza medesima, non resta che il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, per ciò che non avrebbe dovuto verificarsi ed è invece accaduto.

E con la forza, con il coraggio della confessione risolta in dialogo lucido e cosciente verso gli spazi ancora irrorati da una virginale innocenza – che solo la poesia sa dare -, Romanelli osserva il mondo con gli occhi disappassionati di chi ha sperimentato i turbinosi monsoni di quel male, di quel fare il male, tipico della nostra epoca attraversata da maniacali aberrazioni morali e da macroscopicamente coltivato degrado spirituale, a vantaggio di una belluina idolatria per tutto ciò che trascina l’uomo verso la desolazione, la disperazione, l’angosciante voragine dell’effimero e del nulla.

Eppure, tra gli agitati venti che sinistramente soffiano contro il traballante vascello appesantito da speranze perennemente deluse, non demorde dalla sua sfida e prosegue il suo viaggio senza cedimenti, sapendo perfettamente che la vastità dell’oceano è il luogo del supremo cimento, della pena che avvilisce, ma anche della rigenerazione e della riscossa.

Tutto questo non può non accadere quando/ di fronte hai una finestra spalancata/ e dentro l’anima la capacità/di vedere lontano.

Giuseppe Nasillo

 



Vascello fantasma (clicca per scaricare il libro in formato adobe pdf)